Ancora qui

5 Febbraio 2014

Mi imbarazza un po’, ricominciare come se niente fosse.

Sono qui, di fronte alla lavatrice: un modello americano di forma quadrata, con carica dall’alto. Lo sportello è aperto, ho appena finito di stendere il bucato. Odio stendere il bucato, diciamo che tra tutti i mestieri di casa è la cosa che faccio meno volentieri. Insomma, ho appena finito di stendere il bucato e per non chinarmi a prendere una baccinella ho fatto almeno tre viaggi dalla lavatrice (che essendo posizionata su un gradino sopraelevato, mi risparmia qualche grado di inclinazione) ai fili, sparpagliando in giro calzini e mutande. Ebbene, sono di nuovo qui, di fronte alla lavatrice. Lo sportello è aperto, appoggiato al muro dell’area lavanderia. E mi chiedo. Vale la pena allungare il braccio per chiudere lo sportello, o lo posso lasciare aperto?
Nel dubbio, l’ho lasciato aperto.

Il mio Maschio è in vacanza con la moglie. Come è giusto che sia, ognuna delle sue donne ha ricevuto una vacanza, che senza neanche farlo apposta, si è rivelata adeguata alla donna in questione. Con Lei è andato a fare un giretto qui nei dintorni, dormendo in piccoli hotel e rosicchiando pollo fritto ai baracchini per strada. Con me è stato nell’eterna città, dormendo allo Sheraton e gustando di fiori di zucca fritti con mozzarella e alici nelle caratteristiche trattorie del centro.
Continua con la lettura »

La prima è che, per la modica cifra di dieci euro al mese, puoi avere la TV via cavo con circa 110 canali, i quali purtroppo hanno un livello di volume uno diverso dall’altro, e fare zapping diventa un’esperienza davvero stressante. La seconda mi è capitata poco fa. Mi scappava la pipì e ho fatto una corsa al bagno.
Letteralmente una corsa.
Attraversando il giardino.
E…
Continua con la lettura »

I love tuo marito

23 Maggio 2011

I love tuo marito, hai capito? E per dimostrarglielo, oggi gli ho grattato i calli dei piedi con la pietra pomice e gli ho fatto le frittelle. Non con la busta pronta, come gliele fai tu. Ma con l’uovo, la farina, il latte. E quel mezzo chilo di nutella che ha reso il pomeriggio molto piu intenso. D’altronde, io lavoro neanche un’ora al giorno e in qualche modo dovrò occuparlo, il tempo.

Continua con la lettura »

santa subito?

14 Maggio 2011

“Ma lo sai che una volta mi è apparsa la Madonna?”
“E dove??”
“In provincia di Bergamo.”

(non molto) vigile.

14 Maggio 2011

“Libretto e patente.”
“Tenga.”
“… è russa, signorina?”
“No, veramente sta tenendo la patente al contrario.”

“Un succo d’arancia.”
“No tengo.”
“Un succo di ananas.”
“No tengo.”
“Un succo di pompelmo.”
“No tengo.”
“Fai prima a dirmi cos’hai.”
“Ho il fruippòn.”
“Il che??”
“Il fruippòn.”
“Aaah, il fruit punch!”
“Esatto, il fruippòn.”
“E com’è?”
“Praticamente è un succo come tutti gli altri.”

La sorellina

8 Maggio 2011

“Il mio amico, qui, venuto dall’Italia, sta cercando una ragazza per passare qualche momento divertente. Conosci per caso qualcuna da presentargli?”
“Come gli piacciono?”
“Secche secche!”
“Wow, perfetto! Allora gli posso vendere la mia sorella minore!”

Bitch on the beach

7 Maggio 2011

(i peli del petto del mio padrone)

(*il lupo non perde il pelo)

Oggi non sono andata in spiaggia perchè il Bandito è li con lei e il figlio (di un’altra donna ancora) e visto che al figlio del Bandito, esattamente come al padre, piace corrermi incontro e toccarmi le tette quando mi vede, abbiamo concordato che era meglio che lei non assistesse a una scena del genere, visto che da un anno a questa parte pare si sia dimenticata della mia esistenza e non vogliamo che per uno stupido incidente la nostra quiete serena si spezzi.

Continua con la lettura »

Mooosica

7 Maggio 2011

Sto ascoltando certa musica che una perosna normale si butterebbe dal balcone pur di non sentirla. Cioè, stiamo parlando di dubstep senza senso, solo rumore. Certe volte a certi bassi vibra tutto talmente tanto che mi si sfrondano le palme del giardino e mi cadono i cocchi sul tetto. Che per come sono fatti qui, i tetti, è un problema mica da poco. In ogni caso, dopo un’attenta osservazione posso affermare con cognizione di causa che questo tanto decantato tanto di moda dubstep, la musica delle nuove generazioni di fattoni underground, fa davvero cagare.
Questa non è moosica, è rumore.

Moon e paranoia

6 Maggio 2011

Ho appena visto Moon. Conoscendomi, passerò le prossime due settimane (soprattutto se mangio la peperonata a mezzanotte) tormentata da incubi notturni, visioni e pensieri ossessivi riguardanti la solitudine dell’uomo, l’infinità dello spazio, l’orrore della clonazione e tutte queste stronzate che mi fanno sudare nel letto. Come minimo, stanotte ci vorranno due pipe di oppio.

I’m back.

Perra

27 Ottobre 2009

“Scusa, ma tu non ce l’hai un fidanzato?”
“Si, tuo marito.”

(senza parole)

Autunno a Punta Cana (poesia)

29 Settembre 2009

Autunno a Punta Cana…

stanche, le palme iniziano a perdere i cocchi
che volteggiano leggiadri nell’aere
per poi sfondare con sordi tonfi
i crani vuoti dei turisti degli hotel.

Clàp, clàp, clàp.
E un cordiale vaffanculo alla vita di città.

A tu per tu con il voodoo.

29 Settembre 2009

Mettersi a cazzeggiare con il voodoo in un paese dove queste usanze vengono regolarmente praticate (ovviamente per il fatto che siamo costretti a spartire questa isola con la vicina Haiti quindi di guru, maghi e santoni ne abbiamo in abbondanza) è una cosa che sconsiglio vivamente a chiunque, anche ai maledetti agnostici senza dio, senza credo e senza spiritualità alcuna come me.

Se mi fossi conosciuta prima, quindi, mi sarei avvisata. Ma a capodanno evidentemente non mi conoscevo ancora molto bene e soprattutto non conoscevo ancora bene il potere dell’Incantesimo della Sfiga Riflessa che, lo sanno tutti qui, è un trucco messo in atto da tutte le negre che stanno con gli uomini bianchi per difendersi dagli attacchi di invidia e di gelosia da parte di tutte le nemiche che possono avere e cioè tutte le donne che conoscono perché qui l’amicizia tra negra e negra è finalizzata solo ed esclusivamente a rubarsi l’uomo a vicenda, e più è ricco e più amiche/nemiche dovrai tenere lontane.

Fatto sta che per mettere in atto l’Incantesimo della Sfiga Riflessa basta indossare le mutande al contrario (o al revés, come dicono qui), cioè con l’etichetta fuori (non con il davanti dietro), e qualsiasi cosa negativa ti venga lanciata addosso da un’altra donna girerà come un boomerang e finirà dritta dritta tra i denti di chi te l’ha mandata.

Purtroppo io ero ancora all’oscuro dell’effetto boomerang della Sifga Riflessa quando il 31 dicembre verso mezzanotte, sbronza marcia dal cenone e incurante del fatto che la notte di San Silvestro gli spiriti caraibici sono più propensi a fare dispetti, ho preso una scimmiettina di pelouche che avevo in casa e recitando ad alta voce il suo nome (si, lei, la maldita negra che ha sposato l’uomo dei miei sogni, mi ha infilato i cacciavite nelle gomme e mi ha ucciso il cane) l’ho trafitta a ripetizione con degli stuzzicadenti, presa a calci per tutta la casa, impiccata con uno spago da cucina e infine cosparsa di benzina dello Zippo e bruciata sul bordo della piscina, con gran finale di sigaretta accesa direttamente dalle braci. Poi ridacchiando con le amiche ho stappato lo spumante, evviva, cin cin, buon anno, vado in discoteca, ci rimango 3 o 4 ore, poi torno a casa, vado a letto, la mattina mi alzo stiracchiandomi al canto degli uccellini, vado in bagno mi faccio la doccia e quando esco dalla doccia scivolo cado e mi spacco il ginocchio.

Da quel giorno, mai più voodoo.
E mutande sempre al contrario, anche di giorno!

(Nella foto, il gesso decorato con un’invocazione ad Anubi, il dio-cane venerato dagli antichi egizi).

Living in a postcard.

28 Settembre 2009

“Un bloody mary con poco ghiaccio.”
“Guarda che se ci metto poco ghiaccio non ti dura niente sotto il sole.”
“Non mi dura niente comunque.”

un uomo che ascolta.

11 Marzo 2009

 

Continua con la lettura »